Autorizzazione Diffusion

Un’autorizzazione, da abbinare a un’altra licenza, finalizzata alla maggiore diffusione di un’opera o di una collezione di opere, permettendo l’esecuzione in pubblico per scopi non direttamente commerciali.

L'Autorizzazione Diffusion è finalizzata a soddisfare il desiderio degli autori emergenti (ma non solo) di diffondere il più possibile una propria opera o una collezione di opere. In particolare permette l'esecuzione di un’opera in pubblico per scopi non direttamente commerciali come, ad esempio, la diffusione in esercizi pubblici che non traggono guadagno diretto dalla diffusione, il prestito gratuito, le copie di sicurezza (backup) ecc.; proibisce utilizzi commerciali che modificano il senso dell’opera, l'ambito in cui è diffusa, senza un consenso diretto degli autori.

Ad esempio possono copiare, (modificare), eseguire in pubblico un’opera rilasciata sotto licenza diffusion:

  • piccoli esercizi commerciali come un bar, una gelateria, un negozio di alimentari, un medico Asl, un cinema durante gli intervalli, ecc., che utilizzano l’opera come musica di ambiente;
  • altri attività commerciali che diffondono musica come un pub, una discoteca, una radio;
  • enti pubblici, comuni, scuole, università…
  • una biblioteca pubblica o privata, per cui è consentito anche il noleggio gratuito;
  • un’associazione culturale, un’associazione o una fondazione no-profit, ecc.;
  • gli utenti di peer-to-peer (p2p) o in generale amici che si scambiano reciprocamente opere (mp3, cd, video ecc.);
  • gli studenti e i docenti che si scambiano materiale a scopo di studio o ricerca.

Ad esempio non sono consentiti i seguenti usi di un’opera rilasciata sotto licenza diffusion:

  • la vendita diretta di mp3, cd e altri supporti o formati per avere un conseguimento diretto di denaro o altre utilità;
  • l'inserimento in un’altra opera a scopi direttamente commerciali (una musica in un film, una musica o un video nello spot pubblicitario di un’azienda, un cd gratuito allegato a una rivista in vendita).

In parole povere si vuole colmare una lacuna presente nelle licenze Creative Commons (CC) dove la licenza non commerciale diventa troppo limitante rispetto alle reali volontà degli autori.

Spesso infatti l’autore non sopporta l’idea che qualcun altro venda la sua opera o come dire “ci faccia dei soldi”, ma non è interessato a limitare la fruizione delle proprie opere per attività anche economiche dove l'utilizzo delle opere stesse ha un ruolo sicuramente secondario.

Perché la musica di autori emergenti si diffonda occorre trovare un incentivo per i diversi canali di diffusione. Se un commerciante è costretto a pagare la Siae in qualunque caso, sia che diffonda musica sotto licenze libere che protetta dal full copyright, sarà tentato a diffondere musica commerciale conosciuta. Se ha la prospettiva di un risparmio economico potrebbe sentirsi maggiormente motivato a cercare, ascoltare e diffondere musica di artisti meno affermati, ma, magari, di maggiore qualità.

L'utilizzo di musica auto-prodotta sotto licenze copyleft permetterebbe di risparmiare anche i tributi ai fonografici, che sono alti e, a partire da gennaio 2007, non vengono più gestiti dalla Siae, ma dai fonografici stessi.

La Licenza Diffusion diventa quindi una licenza dove viene permesso l'uso “non direttamente commerciale” dell’opera, dove cioè, l’attività economica, il commercio, non ha nessun legame diretto con l’opera stessa.

Questa licenza vale solamente sul territorio italiano, per un motivo preciso. I soggetti di cui si è appena accennato per utilizzare tali opere devono effettuare alcuni adempimenti formali presso la Siae e gli uffici territorialmente competenti, per non incorrere in sanzioni, a volte molto pesanti.

D'altra parte anche l'autore vuole avere un controllo della diffusione della propria opera per evitare che ci sia un abuso dell'utilizzo della stessa (si pensi ad un Mac Donald), e quindi evitare che la propria opera sia utilizzata in quei luoghi. La licenza sarà quindi relativamente personale e dovrà chiarire anche la possibilità di contatto diretto con l'autore, a mezzo di email e contatto telefonico.

Per questi motivi la licenza, oltre ad avere una chiara esposizione di ciò che in termini legali si va ad autorizzare, indicherà anche gli adempimenti previsti presso gli uffici Siae per un utilizzo legale della stessa.

Nel far questo si vuole andare incontro sia agli autori emergenti, che vogliono diffondere la propria musica uscendo dai canali troppo stretti dell'editoria classica, sia instillando nel mercato l'idea di cultura libera e fruibile.

L'iter previsto è quello di scrivere prima il codice legale della licenza diffusion e poi di cercare un’apertura della Siae. L'importante è istruire e sensibilizzare la Siae sulle licenze, sia nei livelli alti che bassi.