Magnific…art. Quando la musica diventa evasione.

Venerdì 19 Giugno presso Palazzo Valentini, sede della provincia di Roma, si è tenuta la conferenza stampa sull’evento Magnific…art, un concerto di musica classica per soli, cori e orchestra che si terrà lunedì 22 Giugno presso il teatro del carcere di Rebibbia alle ore 17:00.

Lo spettacolo è stato organizzato dall’Associazione Culturale Panharmonikon per la direzione di Giuseppe Puopolo e con la partecipazione del Coro della Basilica di S. Clemente e il coro del Centro Diurno Villa Lais della Asl Roma C.
All’incontro istituzionale, tenutosi in mattinata nella sala Placido Martini, hanno partecipato Pino Battaglia, Presidente della Provincia di Roma,  Giuseppe Puopolo, direttore dell’Associazione Panharmonikon e coordinatore dell’evento e  Andrea De Tomasi, rappresentante di una delle associazioni promotrici del concerto, la FHF (Free Hardware Foundation).

La splendida sala di Palazzo Valentini apre le proprie porte per comunicare un evento molto rilevante in termini di crescita intellettuale e d’impegno sociale per la comunità e per le istituzioni. Magnific…art è infatti un’evento che si è costruito e sviluppato all’interno del famoso carcere romano.
Come spiega lo stesso Battaglia durante la conferenza, questo evento s’iscrive perfettamente nel solco della collaborazione sociale e culturale che da anni s’intrattiene tra le istituzioni con il carcere di Rebibbia e altre realtà sociali difficili. Un’occasione importante  per la Provincia che per la prima volta in questi ultimi anni ha finanziato l’evento. La scelta di collaborare alla realizzazione di questo concerto  nasce dalla necessità di promuovere un’importantissima occasione di recupero e di formazione a vantaggio di persone che più di molte altre percepiscono forti disagi sociali. Un’attività rilevante soprattutto per i detenuti che in tal modo possono simbolicamente  restituire alla società ciò che hanno un tempo sottratto.
Importante anche la partecipazione di Giuseppe Puopolo che coordinerà la performance. Grande amante di musica classica, Giuseppe si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Benevento e, a partire dal 2007,  ha voluto condividere la propria conoscenza e la propria passione per la musica classica con persone che, durante la loro vita, non hanno avuto modo di coltivarla. Uomo di grande sensibilità, coordina oggi il laboratorio musicale di Rebibbia, una realtà che  ha seguito diversi itinerari artistici e melodici in questi ultimi anni, partendo dalla musica classica per approdare successivamente alla canzone popolare.
L’attuale maestro ha voluto rispolverare il repertorio classico delle prime performance del coro carcerario, presentando quest’anno un immortale opera del Vivaldi, il Magnificat. La scelta di quest’opera compositiva di altissimo pregio è stata dettata dall’universalità del suo linguaggio - il latino - volendo in tal modo accorciare se non eliminare le distanze culturali ed etniche dei membri del coro. Il King Bible Choir, il cui nome è nato dalla traduzione letterale del carcere, è infatti composto da cantanti di diverse origini e nazionalità.
Insieme al coro del carcere, parteciperanno anche alcuni membri di altri cori capitolini come il C.I.M.A. (Coro Italiano Musica Antica), il Coro della Basilica di San Clemente, il coro del Centro Diurno Villa Lais della Asl di Roma C e l’Orchestra Panharmonikon.
La conferenza si chiude con il contributo di Andrea de Tomasi, rappresentante della Free Hardware Foundation. De Tomasi spiega ai giornalisti in sala un altro importante aspetto dell’evento musicale. In occasione del Magnific..art infatti, per la prima volta in un carcere, le performance corali verranno registrate e diffuse via internet - grazie al supporto di Wikimedia e Jamendo - secondo le licenze Creative Commons. L’importanza di questa scelta, continua De Tomasi, è relativa alla gratuità e libertà di condivisione e distribuzione dell’esecuzione musicale e permette ai partecipanti e ai promotori dell’evento di sfruttare questi schemi di licenze libere in totale legalità.
Un’altra nota interessante è costituita dal fatto che nei prossimi mesi verrà creata una vera e propria etichetta discografica all’interno della casa circondariale. Verranno chiamati a realizzare i propri lavori i più grandi artisti della scena musicale contemporanea, primo fra tutti il violinista Uto Ughi.

In conclusione, vorrei ricordare che l’evento non sarà purtroppo aperto a tutti per ovvi motivi di sicurezza; potranno partecipare al concerto solo i giornalisti e i parenti dei detenuti.

Un’esperienza intensa e profittevole per tutti, cultura in primis, e un’occasione per riflettere su quanto la musica, come molte altre forme d’arte, riesca ad unire mondi molto lontani fra loro. Ma soprattutto l’opportunità di aprire un mondo a chi, nella vita, ha trovato solo  porte chiuse.

Per maggiori informazioni e accrediti:

Stefano Cavaliere
Tel: 347/1300647
E-mail: stefano.cavaliere@fhf.it